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del 1758., segnata di una lieve impronta ch'ei vi fece, allorchè sul luogo riteneva qualche mollezza. Se questo Ginevrino venisse per sorte a Pavia, e vedesse tra l'altre produzioni di questo pubblico Imperiale Museo la Raccolta che in quella mia gita io feci al Vesuvio, mirerebbe in contraccambio un cilindro di lava lungo 18. pollici, e grosso 5.½, il quale da una parte è incurvato, e fa gomito, e tal piegatura la ricevette dalle mani della mia guida, durante l'eruzione sopraddescritta, essendo ancor semiliquido. Nella eruzione altresì del 1766. quantunque corresse la lava con sorprendente velocità, pure non riceveva che leggerissima impressione da alcune grosse pietre gettatevi contro a gran forza dall'Hamilton. Il Padre della Torre notato aveva un altro fenomeno, veduto da me pure, e descritto, che risguarda l'effervescenza, e la gonfiagione della liquefatta lava.
Ma il felice incontro di quella sotterranea grotta, dove fluiva la lava, mi ha offerto qualche singolare circostanza fin quì non ricordata da altri ch'io sappia, perchè verisimilmente non veduta,