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CAPITOLO XXVI.
osservazioni dell'autore fatte
a scilla, e a cariddi.
Quasi confuso latrar di cani, che odesi accostandosi allo scoglio di Scilla, prodotto dall'urtarvi contro le onde del mare. Naturale ritratto che da questo lato ne fanno Omero, e Virgilio, volendo animar Scilla. Quale appariva cotesto scoglio a' tempi del greco Poeta, tale si dà a vedere anche adesso. Nessuno abbassamento di quel tratto di mare da quell'epoca in poi. Pericoli grandissimi di rompere contro gli scogli di Scilla, quando la corrente vada dal sud al nord, e soffj a un tempo istesso impetuosamente libeccio. Marinai messinesi destinati dal Pubblico a soccorrere i bastimenti in pericolo. Facilità somma di naufragare, ove non si prevalga di tale soccorso, ancorchè quelli che sono alla direzione dei bastimenti