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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu/170

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in questo Stretto, spaventosamente rotto in fortuna. L'unico salutar mezzo per non essere dall'ira del vento, e dei fiotti cacciato contro gli ammontati scogli di Scilla, o per non incagliare nè circostanti renai, si è quello adunque di valersi dell'opera, e della bravura de' Messinesi marinai.

In prova del narrato fin quì, potrei recare in mezzo più d'un caso mentovatomi da persone fededegne di Messina, se testimone di veduta non ne fossi stato io stesso in un bastimento di Marsiglia, che carico di mercatanzie entrato era un giorno nello Stretto per la bocca che guarda il nord, allorchè io mi trovava su l'altura di una di quelle colline, che guardano il mare, mercè cui l'avvenimento che sono ora per riferire, era appunto sotto a' miei occhi. Per essere cospiranti la corrente, e un vento aquilonare, che allora soffiava gagliardo, quel legno a piene vele viaggiava felicemente verso il Porto, e corso avea già la metà dello Stretto, quando tutto improvviso offuscatosi di dense nuvole il cielo sorge un gruppo di venti, che in un batter di ciglia rotta la direzione della