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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu/171

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corrente, sconvolge il mare, e il mette sossopra; e appena i marinai hanno il tempo di ammainar le vele, e a null'altro più badano, che a schermirsi dai rovinosi frangenti, che si riversano addosso alla sfortunata lor nave, per ogni lato assediata e combattuta in quella gran traversia. O seguisser l'usanza praticata in mare di chieder soccorso agli altri bastimenti con lo sparo del cannone, ove per tempesta prossimo sia il pericolo di naufragare, o non ignorassero il lodevolissimo costume de' Messinesi, non indugiarono punto que' tribolati naviganti a fare col cannone due spari; nè medesimamente tardò a prestar loro il richiesto ajuto una delle barche a tale uopo destinate, che fattasi rimurchio al dibattuto naviglio, mise ogni studio per condurlo a salvamento nel Porto.

Se mi raccapricciai al vedere quegli sventurati, che ad ogni istante temeva non venisser dall'onde ingojati, furon per me uno spettacolo di maraviglia, e diletto la bravura, e la maestria degli accorsi Messinesi nel guidar sicuro attraverso di un mare sì procelloso il legno


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