dal lido di Messina 750. piedi all'in circa, e da' Paesani è chiamata calofaro non già dal bollimento dell'onde, siccome altri han supposto, ma da καλὸς, e φάρος, cioè bella torre, destinata di notte a porger lume ai bastimenti, per esister Cariddi presso la Lanterna[1]. Il fenomeno del calofaro si osserva quando la corrente è discendente. Chiamano i piloti corrente, o rema discendente quella che entra da settentrione, e rema montante l'altra che viene da mezzodì. La corrente monta o discende allo spuntare o tramontar della luna, nè dura nello Stretto più di sei ore: solamente nell'intervallo dell'uno, e dell'altro periodo vi resta una quiete, che non è maggiore d'un ora, nè minore d'un quarto d'ora. Allorchè allo spuntare, o tramontar della luna entra la corrente da settentrione, e
- ↑ Ho veduto, che Messina, come più altre parti della Sicilia ritengono assai vocaboli del greco linguaggio, una volta nativo a quest'Isola. Così per non dipartirmi dal presente proposito è la voce rema, proveniente da ρἐυμα, che significa flusso, e che usano per denotare la corrente di quello Stretto.