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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu/177

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tende quel corso in giro ch'ella prende in certe circostanze, e che questo corso o rivoluzione genera nel mezzo una cava conoide capovolta, più o meno profonda, la cui base all'intorno colmeggia, e le interne pareti girano a spira. Ma niente di questo ravvisai nel calofaro. Era esso circoscritto da un giro circolare, tutto al più di 100. piedi: e dentro a que' limiti non eravi cavo di sorta, non moto vertiginoso, ma un incessante ribollimento di acque agitate, che ascendevano, discendevano, si urtavano, si respignevano. Questi irregolari movimenti però eran placidi in guisa, che non vi era a paventar di nulla nell'andarvi sopra, siccome feci. Solamente per la continua agitazione barcollava il mio picciol legno, e conveniva far uso indefesso de' remi, perchè stesse ritto, nè spinto fosse fuor del calofaro. Alcuni corpi da me lasciativi dentro cadere, se erano specificamente più gravi dell'acqua, vi si attuffavano, ne' più ricomparivano: se più leggieri, restavano a galla, ma d'indi a poco l'agitamento dell'acqua gli spingea fuor di quel giro.