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Quantunque da queste osservazioni convinto io fossi, che sotto al calofaro non si apriva alcun baratro o voragine, conciossiacchè allora vi dovesse essere un vortice atto ad ingojare i galleggianti, pur m'invaghj di rintracciarne il fondo con lo scandaglio, e trovai che la maggiore sua profondità non oltrepassa li 500. piedi: di più con meraviglia appresi, che al di là del calofaro verso il mezzo dello Stretto la profondità ne è doppia.
Mi restava dunque a conchiudere da questi fatti che in Cariddi non esisteva allora alcun vortice. Dissi allora, poichè esser poteva che diversamente andasse la faccenda, ove burrascoso fosse quel mare. Ne addomandai adunque i piloti, quelli massimamente che per la sperimentata loro perizia erano stati destinati dal Pubblico a soccorrere in occasion di tempeste i legni stranieri, e che più volte veduta avevano nelle maggiori sue furie Cariddi. Il risultato di loro risposte fu il seguente. Quando adunque la corrente, e il vento sono contrarj, e nella più dirotta lor veemen-