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più parte beon la morte, ed annegano[1].
Pesando il giusto valore di questi fatti, ci accorgiamo che resta molto a levarsi di quanto è stato scritto intorno a Cariddi. Veduto abbiamo quanti Autori,
- ↑ Non saranno venti giorni, che noi siamo stati spettatori della sommersione nel calofaro d'una Polacca napoletana proveniente dalla Puglia, carica di frumento. Spirava un terribile spaventosissimo vento di levante, e scilocco, ed essa si sforzava a piene vele di guadagnare il Porto, tenendosi sempre lontana dal calofaro, ma la testa, o il taglio, come noi diciamo, della corrente opposta entrata già per il Faro, la colse, e seco la trasportò violentemente nel calofaro, ove senza poter far uso delle vele restò qualche tempo battuta dall'uno e l'altro fianco dalle onde, che finalmente o sormontandola con la loro altezza, o aprendola con la loro violenza, la mandarono a picco, e dell'equipaggio non si salvò che la metà, mercè la prontezza di due barchette de' nostri marinaj, che ebbero il coraggio di andarvi sopra immediatamente, e la fortuna oltre una porzione dell'equipaggio di salvare que' miseri naviganti. Da questo fatto Ella rileverà benissimo la maniera, onde si sommergono dentro Cariddi le navi, senza il bisogno d'un vortice.
Nota dopo il mio Viaggio in Sicilia comunicatami dal Signor Abbate Grano di Messina.