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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu/183

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rem siscitarer, nihil omnino certi ab ipsis perdiscere potui, adeo scilicet totum negotium omnibus obscurum et incognitum erat. Tandem tamen reperi Charybdim, quae Incolis patriis vocabulis dicitur calofaro sub praedicta ad Messanensem portum pharo esse mare rapide fluens, atque in vortices actum: quod non τρὶς ἐπ'ἢματι, ut tradit Homerus, idest singulis diebus ter, absorbet ingenti gurgite, removitque aquas, sed quoties vehementiori fluctu fretum comitatur” (l. c.)

Dal dire egli adunque di aver trovata Cariddi, si potrebbe credere, che osservata l'avesse sul luogo istesso, ove ella è. Il vero è però ch'ei non lo esprime. E trattandosi d'un fatto che a lui stava sì a cuore di scoprir nettamente, e del quale non aveva potuto avere contezze sicure dagl'istessi marinai di Messina, è forte a presumere, che questa particolar circostanza non l'avrebbe taciuta. E siccome stando sul lido si vede Cariddi, dall'essersi soltanto ivi recato, e dall'avere ver lei gli occhi rivolti, asserir poteva con verità di averla scoperta. Gli altri aggiun-


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