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ti che Cariddi è un rapido mare, che dentro a' suoi gran vortici assorbisce l'acque, e fuori le caccia, quando è più procelloso, troppo mi persuadono, che non ne aveva la giusta idea; e però resta a conchiudere che acchettato siasi su l'antica pregiudicata tradizione intorno a Cariddi.
Ma le cose fin quì statuite su la località di Cariddi, non quadran punto con quanto ne dice Omero: e però è troppo necessario sentirlo lui stesso. La Dea Circe adunque presso questo Poeta porge i seguenti ricordi ad Ulisse, che navigar dovea per lo Stretto di Messina.
Οἱ δὲ δύω σκόπελοι, ὁ μὲν οὐρανὸν εὐρὺν ικάνει . . . . .
Τὸν δ᾽ ἕτερον σκόπελον χθαμαλώτερον όψει Οδυσσεύ,
Πλησίον ἀλλήλων καὶ κεν διοῒστεύσειας.
Τῷ δ᾽ἐν ἐρινεός ἐστι μέγας φύλλοισι τεθηλώς
Τῷ δ'ὑπὸ δια Χάρυβδις αναρροιβδει μέλαν ύδωρ.
Cioè: “Vi sono due scogli, l'un de' quali con l'acuta sommità tocca il cielo..... Vedrai l'altro scoglio più basso, o Ulisse: e questi due scogli sono sì vicini l'uno all'altro, che con un trar di saetta li raggiugneresti. In quest'ultimo si alza una grossa, e fogliuta selvatica ficaja, sotto cui