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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu/188

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Anche su questo ne ho interrogato que' bravi piloti. E quali per esserne istruito poteva io prendere a migliori maestri? Mi attestavano essi adunque, che se non sempre, più volte almeno avverasi questo infortunio, ove contro non vi si vada con pronto e proporzionato riparo. Sottratta venga all'infuriar di Cariddi una nave, la quale dall'impeto prepotente di ostro sia spinta lungo lo Stretto alla bocca del nord: ne uscirà felicemente, ove altro non le si opponga in contrario. Ma all'impensata metta un gagliardissimo libeccio; turbato allora il diritto cammino si farà ella bersaglio dei due venti, ed essendole conteso o di dare addietro, o di procedere oltre, sarà forzata a torcere una via di mezzo, che è quanto dire verrà spinta contro Scilla, se da marinai non sia prontamente soccorso. Mi si aggiungeva, che nelle burrasche insorger suole un vento di terra, che giù scende per una gola della Calabria, e promuove l'impeto della nave verso quello scoglio.

Innanzi di farmi a ragionare di Scilla, e di Cariddi, ho amato di leggere la massima parte degli antichi Autori,