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Nell'incendio vesuviano del 1770 scrive Bottis, che un dotto suo amico vedendo un torrentello di quella eruzione andar rapidissimo (descriveva in un minuto palmi 40) “gli venne talento di conoscere la sua fluidezza. Quindi prese una mazza, e volle cacciarla dentro la liquefatta accesa materia, e fuor d'ogni sua espettazione, la sentì resistente e tenace, e si accorse altresì che la mazza appena vi penetrava, benchè ve la ficcasse con ogni forza”. (l. c.)
Quindi non mi colma di stupore il leggere che alcuni sieno passati sopra l'andante lava senza offesa della persona. Il Signore Iamineau Console d'Inghilterra in Napoli, condotto essendosi con altri a vedere nel 1754 una eruzione del Vesuvio, ed essendosi accostata alla lava che lentamente si moveva una delle sue guide, questa non ebbe difficoltà di corrervi sopra (Trans. Filosof.). Ebbe il medesimo coraggio il Cavaliere Hamilton nella considerabile eruzione vesuviana del 1779, ma da necessità quasi sforzato. Trovandosi egli allora con uno dei dotti suoi Paesani a lato di una lava che len-
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