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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu/43

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dezza; e ciò appunto si osserva rompendo la crosta che copre le lave. Il citato Iamineau, che marcò egli pure che l'invoglio esteriore della lava da lui contemplata era sì duro, che le pietre più pesanti non vi facevano alcuna impressione, osserva che la massa interna si lasciava agevolmente penetrare da un picciol bastone. Così il Padre Torre nell'incendio vesuviano del 1754 rotto avendo l'esterna crosta di un ramo di lava, che più non correva, ne uscì fuori la materia liquida e ondeggiante (l. c.)

Ma nelle Storie de' Vulcani non evvi fatto più memorabile, e più confacente al proposito nostro quanto l'esposto dal Borelli nella eruzione del Monte Etna del 1669. L'impetuoso fiume di lava sgorgato da Monte Rosso, e inceneriti e coperti di rovine i Villaggi, le Terre, e le fruttificanti campagne, che incontrava tra via, erà già presso a sormontare le mura dell'Illustre Città di Catania. In questa terribile circostanza alcuni di que' cittadini imaginarono di eseguire un arditissimo tentativo, onde deviare dalle loro case quel minacciante torrente di fuoco. Con martelli, adun-


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