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non si accordano con la supposizione di queste fiamme. Gli ho tratti da Autori che le centinaja di volte hanno avuto sott'occhi le lave correnti, e ne hanno descritti i fenomeni con la più scrupolosa esattezza, senza che apparisca in loro prevenzione di parti, quali sono Serao, Torre, Bottis, ed Hamilton.
Il primo ragionando in generale delle lave allora allora vomitate dal Vesuvio, avverte che guardate di notte a qualsisia gran distanza, gettano un lume non già splendente, quale suole la fiamma viva, ma un lume più smorto, come è quello delle cose arroventate, che ardono senza fiamma. (l. c.). Particolarizzando poi le circostanze della lava versata dall'istesso Vulcano nel 1737, non dice mai di averla veduta fiammeggiante.
Il Padre Torre raccontando le principali circostanze della eruzione vesuviana del 1751, nota che nella superficie del torrente non compariva visibile il fuoco; e narrando i più minuti fenomeni di altre lave correnti, non fa mai menzione di fiamme proprie di esse, nè mai ricorda di averle vedute abbruciare. Solamente a pag. 75, e 76 del più volte