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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/101

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cità estive. E però io non saprei vedere altra risposta, se non soddisfacente del tutto almeno non affatto inverisimile, che il supporre così sotto il piano del Cimone, come sotto il Lago di Scaffajolo ricettaccoli spaziosissimi riempiuti d'acque cadute dal cielo, le quali in parte durando là dentro nella calda stagione, continuassero a fornir materia alle sottocorrenti fontane. E al certo se su quel piano del Cimone non arriva a squagliarsi la neve, per esser dai venti quasi sempre altrove recata, è però indubitabile che le pioggie ivi cadenti non traboccano dagli orli di esso piano, ma vengon tutte bevute dalla sua area, e all'ingiù tramandate, per averla io trovata abbondare di aperture, di cavernuzze, di screpoli, derivanti da quelle grosse tavole, e da que' massi arenarj disordinatamente disposti, nè punto insieme connessi.

Lasciai quell'altissime montagne poco prima del mezzodì, e allora divenuto era sereno il cielo, e il termometro all'ombra segnava il grado 131/4, all'opposito quando colà si faceva giorno, non ascendeva che al grado 7 e 1/3. Tal

Tom. V. G