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che ardeva d'una fiamma azzurrognola, ma alquanto chiara, e maggiore di quella del gaz dell'acque stagnanti; e come lui non si accendeva con la scintilla elettrica, se non misto all'aria atmosferica, il cui volume fosse per lo meno otto volte eguale a quello del gaz di Velleja (Opus. scelt. di Mil.).
Il medesimo Indagatore nel 1780. visitò i Fuochi di Pietra-Mala, e quantunque moltissimi Viaggiatori prima di lui avessero scritto, seppe trovar tuttavia un posto che restava da riempiersi, e che era per se stesso capitalissimo, con lo scoprire che tai fuochi non sono altrimenti alimentati da esalazioni sulfuree o bituminose, come era stato creduto, ma dal gaz idrogeno, e le prove ch'egli ne apporta sono superiori a qualunque eccezione (l. c.)
Leggesi nel Rozier T. XXIX. an. 1786. una Dissertazione del Conte de Razoumowsky sopra i medesimi fuochi di Pietra-Mala, la quale conferma la realtà del gaz idrogeno, ma muove insieme alcune difficoltà contro le osservazioni ivi fatte dal citato Autore, le quail a luogo più opportuno cadrà il destro