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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/204

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pe, e che per questa loro tenuità a sole chiarissimo punto quasi non si vedono (l. c.).

Il Barone di Dietrich nelle sue Annotazioni al Ferber quantunque avverta che sono vivissime, e che consumano il legno, la carta, e l'altre materie infimmabili, marca però che danno poco calore.

Quando nel 1772. furono visitate dal Sig. Ferber erano sottilissime, facevano però indurare per la calcinazione le pietre argillose e margacee poste nel loro focolare, e le pietre calcarie divenivano tenere, e si riducevano in polvere (Lett. sop. la Min.).

Assai anni prima con molta accuratezza osservate aveva e descritte queste fiamme il Marchese Scipione Maffei, e per conto dell'attuale nostra ricerca sappiamo da lui che il loro fuoco era d'alquanto minore intensione ed attività delle fiamme ordinarie, che abbruciava però ciò che sopra ci si poneva (della Formazione de' Fulmini).

Ma notizie anche più estese e più circonstanziate di questi fuochi ci ha lasciato Monsignore Bianchini, ito a ve-