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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/211

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Accademico di questa Fontana, (che non è che un picciolo bruciante terreno) espressa nei seguenti termini. “Noi vi accostammo un zolfanello acceso, in un momento la fiamma si sparse sopra quella parte di suolo che con una zappa avevamo scoperta ....... Ogni colpo dato in questa terra smossa faceva uscire un getto di fiamma rossiccia, simile a un di presso a quella che si fa nascere e che si osserva sopra la gola d'un fiasco, dentro cui è stata fatta una dissoluzione di ferro dall'acido vetriolico indebolito ........ Questa infiammazione si dee attribuire qualche sotterraneo vapore che si sviluppa, o che trova nuovi passaggi per ispandersi nell'aria a misura che si razzola il terreno ....... I pezzi di pietra che tratti venivan fuori dall'incendio mandavan tutti un odore somigliante a quello della dissoluzione del ferro per l'acido di vetriolo”. Quindi egli pensa che questo vapore infiammabile venga prodotto dall'azione dell'acido vetriolico sopra una terra ferruginosa, e nominatamente su le piriti marziali. Quanto al principio generatore