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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/94

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quando mi accostai al Cimone tornò ad apparire da più nubi velato. Pervenuto poscia alla cima cominciai a vedere nell'oscurità della notte più fiamme volanti, o come dicono fuochi fatui sull'alto dell'atmosfera, la più parte scorrenti sotto il mio zenit. Al giudizio dell'occhio non mi parvero niente più bassi di que' fuochi fatui, che altre volte veduto aveva sul piano ed in riva al mare medesimo. Nè trovai che la loro velocità fosse niente maggiore. Fin quasi al far del giorno di quando in quando seguitai ad ammirarli, e sempre con le medesime circostanze. Quindi argomentai che se que' fuochi non differivano sensibilmente sia per la lontananza, sia per la rapidità dagli altri simili, che nottetempo alle volte veggiamo dal fondo delle pianure, è forza dire che questa meteora si accenda ad elevatezze assai più grandi di quelle che pensano i più.

Avrei avuto caro il poter misurare l'altezza del Cimone, ma la mancanza dei necessarj strumenti non mel permise. Dirò solo che dappoi veduto avendolo alle radici sul Mediterraneo, sembrommi