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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/95

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che al di là d'un miglio si sollevi sul livello del mare. Certa cosa è poi che al restante dell'Appennino toto vertice supra est, vedendo io da quella cima giacere più basso la suprema giogaja dell'Alpe. Quindi non è a maravigliare, se talvolta in estate il Cimone coperto di neve, quando essa giogaja ne va senza. Ciò vidi da Fanano li 24. Agosto del medesimo anno. Il giorno antecedente spirava un libeccio piuttosto caldo, che di tempo in tempo con lampi lasciava cadere rovescj di pioggia. Venendo la notte girò il vento, e si cambiò in tramontana, e la mattina de' 24. la densa nube sovrastava al crine dell'Alpe, ed appariva manifestamente piovosa, se non che in dirittura del Cimone lasciava trapelare non so che di bianco, che da que' montanai venne pronosticato per sicuro indizio di neve. L'atmosfera a Fanano era allora irrigidita notabilmente disceso essendo il mio termometro a gradi 71/2, quando nel giorno precedente marcava il grado 17. Verso le ore due pomeridiane cominciarono a dileguarsi le nuvole, e alle 3 tutto il crine dell'Alpe ne era sgombro, con questo diva-