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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/96

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rio che Piano Cavallaro, e il Cimone erano bianchissimi per la neve cadutavi, il che non si osservava punto in tutto il resto di quella corona di monti.

Dissi più sopra che superato avea quell'altura di notte per avere il diletto di veder di lassù spuntare il sole dall'orizzonte, ma fallite andarono le mie brame per essere allora all'est nuvoloso il cielo; e la qualche offuscazione nell'aria non mi permise tampoco il vedere i due mari, l'Adriatico, e il Mediterraneo, come li veggiamo in effetto ove l'atmosfera sia chiara.

Questi oggetti però di semplice curiosità vennero con usura compensati da altri al mio scopo di massima rilevanza, poichè aggirandomi su quella cima, e visitandone i contorni, e scendendo sotto di essi, e tenendo l'occhio singolarmente rivolto su di alcune nude e dirupate pendenze, potei notar senza equivoco l'ossatura del Cimone, e dell'altre alpestri montagne, con le quali verso il sud-est è in continua comunicazione. Vedeva dunque esser formate quelle sublimi masse montagnose da un aggregato di filoni di sasso arenario, gli uni so-