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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/99

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una grossa vena di nobilissimo marmo mischio. Prevenuto di ciò feci le più minute ricerche, ma inutili, e finalmente ricorrer dovetti ad uno di quegli alpestri abitatori, che conoscendo il supposto marmo, mi condusse a dirittura sul luogo. Giace questa pietra al sud del Cimone, mezzo miglio circa al di sotto della sua cima. Esce dal suolo divisa in due masse appuntate poco fra se distanti, che probabilmente sotterra unisconsi in una sola. Non vi volle molto a conoscere non essere altrimenti un marmo, e alcune mostre che al ritorno meco portai mi misero a lume della vera natura di questa pietra. Essa è adunque argillosa con picciolissima dose di calce, la rottura è un tal poco squamosa, dolce però al tatto, di peso mezzano, e il suo fondo è rosso cupo, interrotto qua e là da sottilissime bianche venuzze quarzose e spatose. Questa pietra è circondata dall'arenaria.

Alla distanza di 1/9 di miglio dall'ottusa punta del Cimone sboccano all'est quattro fontane perenni, una delle quali detta Beccadella, è ricca a segno, che se ne potrebbe valere per un muli-