Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/119

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ARGOMENTO


Asan, Capitano Turco, resta ferito in un combattimento per modo, che non può ritornarsene alla casa propria. Va a visitarlo nel campo la madre, e la sorella: ma trattenuta da un pudore, che parrebbe strano fra noi, non à il coraggio d’andarvi la di lui moglie. Asan prende per un tratto di poco buon animo questa ritrosia; si sdegna colla Sposa, in un momento di primo impeto, e le manda il libello di repudio. L’amorosa Donna, con angoscia acerbissima di cuore, si lascia condurre lontano da cinque tenere creaturine, e particolarmente dall’ultimo suo bambino, che giacevasi peranche nella culla. Appena ritornata alla casa paterna, fu chiesta in moglie da’ principali Signori del vicinato. Il Begh Pintorovich, di lei fratello, stringe il contratto col Cadì, o Giudice d’Imoski; e non bada ai prieghi dell’afflitta giovane, che amava di perfetto amore il perduto marito, e i figliuolini suoi. La comitiva, per condurla a Imoski, dovea passare dinanzi alla casa dell’impetuoso Asan, che di già guarito delle sue ferite se n’era tornato, e trovavasi pentitissimo del repudio. Egli, conoscendo benissimo il di lei cuore, manda a incontrarla due de’ suoi fanciulli, a’ quali ella fa dei regali, che di già aveva preparati. Asan si fa sentire a richiamarli in casa, dolendosi che la loro madre à un cuore inflessibile. Questo rimprovero, il distacco de’ figliuoli, la perdita d’un marito, che nel suo modo aspro l’amava quanto era amato, operano una sì forte rivoluzione nell’anima della giovane Sposa, ch’ella ne cade morta all’improvviso, senza proferir parola.