Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/352

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scheggie di Ginepro, e Sapino, di cui quegli abitanti esclusivamente si servono nell’illuminare: queste due spezie d’alberi sono oggimai quasi sterminate da’ monti litorali, e dagli scogli. Sarebbe facile il superare quest’obbietto colla sostituzione d’un ben inteso fanale simile a quelli, che si usano da’ pescatori Francesi del Mediterraneo, che vanno di notte in cerca degli Sgomberi, e delle Sardelle; questo ripiego farebbe scansare una riflessibile parte delle spese, che abbisognano per una Tratta, e risparmierebbe anche l’opera di qualche uomo, ch’è un animale da tener caro in un paese poco popolato come la Dalmazia.

La Pesca delle Sardelle, e degli Sgomberi s’incomincia all’aprire di Primavera, e dura tutta la State, e buona parte d’Autunno, eccettuandone le notti vicine a’ Plenilunj, che sono troppo chiare. Pretendono i Pescatori d’aver osservato, che gli stuoli di queste due spezie di Pesci vengano dal mezzo del Golfo, e si perdano pel Canale del Primorie cercando pastura; eglino dicono ancora, che la pastura, di cui si compiacciono particolarmente, sono varie spezie d’Ortiche marine, chiamate nel dialetto pescatorio Klobuci, o sia cappelletti, che cacciate dal vento vengono galleggiando a quelle rive. Gli Sgomberi, e le Sardelle gl’inseguono, mostrandosi avidissime di questi, e d’altri animali gelatinosi congeneri, de’ quali gran varietà ritrovasi presa nelle reti sovente, ma che sono difficilissimi da osservare, perchè fuor d’acqua scompongonsi facilmente, e si dileguano. È anche cibo appetito da’ pesci emigranti l’insetto detto Morska Buba, o sia Pulce marina, che rassomiglierebbe all’Onisco Assillo di Linneo, e trovasi nuotando a sciami pell’acque: come lo sono certe Scolopendre lunghe poco più d’un pollice e mezzo, conosciute da’ Pescatori sotto la generale