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| 162 | lettera viii. |
la favola dello storico Sosimo che ci narrò essere la dea Minerva apparsa armata della sua terribile egida ed essere pure apparsa l'ombra minacciosa di Achille, per respingere le orde dei barbari. La storia non bada a queste invenzioni e solo ricorda come un fatto curioso che Alarico fattosi padrone di Atene non ardì di toccare neppur uno de' suoi monumenti. Sinesio, scrittore di quel secolo paragona ciò che allora rimase della gloria di Atene alla pelle delle vittime offerte in sagrificio: egli soggiunge che la città di Cecrope era più famosa pel traffico che essa faceva del miele, che non per le scuole de' suoi filosofi.
Roma avea per la prima intaccata la possanza di Atene: Costantinopoli le divenne ancor più funesta, poichè sotto l'impero di Bisanzio essa fu affatto dimenticata ed i successori di Costantino ne presero sì poca cura, che le storie ci narrano che Arcadio lautamente trattò e riconobbe come suo alleato il barbaro Alarico che aveva