Vai al contenuto

Pagina:Viaggio in Grecia ed a Smirne, 1834 - BEIC IE4630071.djvu/247

Da Wikisource.
236 lettera xi.

Atene e si compiace a mostrare questo suo lavoro ai curiosi: egli entra nelle più minute spiegazioni e quando parla di Atene gli par di rivivere e come Corneille facea dire ad un Romano;

Rome n'est plus dans Rome; elle est toute où je suis.

Fauvel potrebbe dire altrettanto di Atene e con maggior verità. Egli però non ama i Greci moderni che sono da lui accusati come gente che non rispetta l'antichità. Su questo proposito mi raccontava un aneddoto alquanto piccante. Mentre si stava costruendo la nuova caserma di Smirne, il pascià ordinò ai fabbri muratori, che erano Greci, di andare a raccogliere delle pietre fra le rovine del castello. Questi fabbri si posero prima di tutto a rompere un antico portico che era rimasto intiero, e le colonne di marmo che lo sorreggevano furono fatte in pezzi. Fauvel che si trovava colà dimandò ai Greci perchè rompessero in quel modo le colonne. "Questo facciamo, risposero essi, affinchè i pezzi siano piccoli abbastanza