da poter essere portati a dorso d'asino." L'ex-console di Atene non poteva tollerare simile barbarie per parte dei Greci. I Turchi, alla buon'ora, fanno il loro mestiere; ma i Greci!... Fauvel ha professato una specie di culto all'antichità: egli non la perdona a quelli che commettono su questo rapporto qualche eresia; pretende persino dar torto a san Paolo, perchè a suo giudizio, egli ha in una delle sue epistole scritte a quei di Efeso, citato Cibele per Diana. Durante il suo lungo soggiorno in Grecia Fauvel raccolse una quantità di oggetti preziosi, che gli vennero poi trafugati e che non potè mai vederseli restituiti. Bisogna vedere la collera del nostro antiquario, quando parla di quelli che l'hanno spogliato del frutto de' suoi lavori e delle sue indagini: bisogna vedere con qual calore applica ad essi gli anatemi slanciati dagli Iddii infernali contro i rapitori sacrileghi.
Tranne questa collera, che è poi tutta poetica, il signor Fauvel è un