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Pagina:Viaggio in Sicilia, 1840 - BEIC IE6395202.djvu/156

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sala ipostila del palazzo di Karnack a Tebe.

Una colonia di Megara, partita dall'Attica sotto la condotta di Pammilo, giunse in Sicilia, e si fermò presso la foce del fiume Selinus (ora Madiani). Allettata dalla sua posizione utilissima al commercio, e dalla vicinanza dell'Africa, vi edificò una città nella cinquantesima olimpiade (cinquecento settantasei anni innanzi Gesù Cristo), e la chiamò Selinonte, dal nome del fiume; questa città prosperò rapidamente, e divenne una delle più ricche della Sicilia. Le acque stagnanti rendevano questo soggiorno malsano: Empedocle d'Agrigento rifuggitosi a Selinonte, avendole asciugate coll'eseguir de' lavori, i quali ne agevolavano il corso, gli abitanti riconoscenti gli decretarono onori divini.

La magnificenza delle rovine di Selinonte, il tesoro spedito da questa città ad Olimpiade, in cui fra le altre cose preziose, al dire di Pausania, trovavasi una stupenda statua di Bacco, la cui testa, le mani e i piedi