Pagina:Vico, Giambattista – Scritti vari e pagine sparse, 1940 – BEIC 1967219.djvu/55

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Prendi adunque, o discreto leggitore, a leggere questa lodevolissima traduzione con animo di compiacertene, il qual animo certamente non puoi tu avere se non la prendi a leggere almeno con una indifferente curiositá di veder ciò che dica. E ti priego a giudicarne su questa riflessione: che del tuo giudizio ha a giudicare il comune de’ dotti; e non voglio né debbo — né ’l voglio perché non debbo — estimarti che tu non sappia discernere i confini eterni delle cose le quali tra loro a morte combattono, e che si abbia teco a poner in consulta la necessitá se tu ami meglio d'appruovarti appo gl'indifferenti per giudice di cuor diritto ed equanime o di accusarti per un invidioso livido e dimagrato.

Vivi felice, ch’i filosofi diffiniscono con salute e con sapienza.