Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/131

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... 119 memorato precettore a lai no vel discente di tanto

non avesse portato invidia. Quindi rivolto a la lettura de’ latini libri, luti’ insieme scorse i prò* funi volumi dementili. All’ultimo applicò l’ani- mo ai sacri codici , della cui veneranda lezione incredibilmente veniva dilettato. Laonde per lettere grande intrinsichezza contrasse con personaggi re- ligiosissimi, e assai dottrinati di quél tempo; sic- ché spesso per esse pregavagli, chè nelle pie loro orazioni , massime nel divin sacrifizio , senza in- terruzione si fossero di lui ricordali -

Avendo dunque precisamente parlalo dell’ aspet- to, delle abitudini, e de* privati costumi del Pc- •trarca, siccome promettemmo , resta a dichiarare qnai sono gii egrègi suoi scritti, poseiacche qualche cosa avrem detto di una certa fontana Sorga; poi- ché dì presso a questa, ed in Arquà, villa vicino a Padova, come dicemmo, gran parte delle sue opere ideò, e fini. Sorga dunque, dicesi , essere un bellissimo fonte Narbonese iu Provenza, la cut origine è da uno speco, e tanta copia di limpi- dissima acqua emana , che scorrendo più larga- mente in su del piano, e diffondendosi per estesi Campi, costituisce un fiume dello stesso nome di Òttimi pesci abbondante. In quei campi dunque, ove più largo espandesi , produce nel fondo erbe si belle e soavi, che i buoi, là raeuati a bere, a pascersi, a spaziare, la limpidezza di quelle acque vergendo, colle teste immersevi per entro, si sfor-