Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/133

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«Uno di prenderle, e piluccarle. Per Io piano dipoi ristretto in piccol corso presso Avignone scorre nel Rodano. Questo fonte pertanto, benché per l’ab- bondanza d’ acqua, e la copia di pesci, e la ferti- lità di erbe, sembri d* essere non ispregevole ai naturali, ed ai passaggieri , tuttavia assai più ri- nomato, e conto addiviene a tutt’ i dotti, e se- midotti per la lunga stanza fattavi dal prestantis- simo poeta. In più luoghi a!certo de’ suoi scritti tenue proposilo di quest’ amen issi ma fontana. Dap- poiché incantatone , molti anni assai tranquilla- mente vi trascorse , e cosi a pp li cossi ai suoi stu- di, che molte opere tramandò ai posteri. Per la qual cosa questo sito, dove il suddetto Sorga re de’fonti, siccòm’ei dice, prendeva origine, »olea chiamare il Transalpino suo Elicona.

Le opere dunque, che in questo luogo compose, una cogli altri suoi scritti , si conservano presso noi. Imperocché oltre le odi in materna favella, che canzoni , e sonetti volgarmente diconsi, egli molte altre còse scrisse. Dodici egloghe in bei versi buccolici compose: molte lettere scrisse, al numero di quattrocento circa, mille altre còse ommesse, com’egli stèsso ne assicura, non per altro, che per non esservi capile ; e quelle in due volumi, a guisa delle Tulliane , divise, il primo de’ quali titolò delle familiari , Valtro delle senili. Compose le invettive contro il gallo, e contro il medico. Scris- se ancora libri intorno ai rimedi dell’ una, eT al- tra fortuna fxxtj\ ùu libro della vita solitaria ,

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