Pagina:Vita di Dante.djvu/24

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14 capo primo

lega di Lombardia serbarono sotto il nome di regalie la realtà dell’indipendenza, e a governo di essi i loro Consoli. Delle città che erano state per l’Imperadore, molte, perchè non fossero in peggior condizione, ebber le regalie da lui; altre se le acquistarono con altre leghe, poco appresso. E tra tutta questa conquista d’indipendenza, un’altra erasi fatta: i dialetti popolari delle città eran diventati lingua nazionale. Dicevasi lingua volgare, ed era la lingua italiana.

Della nascente ed operante indipendenza fu natural compagna la virtù; sia che da quella questa, o che da questa quella venisse; o meglio, che l’una e l’altra s’ajutassero e crescessero a vicenda. Certo, le tre immortali difese di Milano, la ricostruzione di lei pe’ vicini allora non invidiosi, la concorde fondazione e poi la difesa di Alessandria, gli altri assedii non meno fortemente sostenuti, la lega di Pontida, e quella vera battaglia da eroi combattuta e vinta a Lignano, sono fatti che dovettero a un tempo e procedere da virtù, e generarla. Questa è senza contrasto l’età più bella della storia d’Italia; quantunque, per la decadenza della lingua antica