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l’Otto e, come testimoni, Lantelmo Prealone e Lantelmo figlio di Guglielmo di Varena1.

Noi non possiamo stabilire con precisione, chi sia questo Lantelmo di Varena; però nelle carte genealogiche della famiglia Tenca questo personaggio figura come il figlio del capostipite della famiglia stessa.Fonte/commento: 525

Nel 1228 anche Tortona aderisce alla Lega Lombarda nel convegno di Torino, l’8 maggio: tra i presenti rappresentanti di Lombardia vi erano «Zanne de Cantono et Nicola Cumanis et Guglielmo Saporito mediolanensi3.

Molto probabilmente questo Cantono apparteneva alla famiglia Cantono originaria dell’Isola e che troviamo a Varenna nei primi del ’200: dopo la rotta di Cortenova del 27 novembre 1237, tra i guelfi lombardi rimasti prigionieri e sparsi per i castelli delle Puglie e delle Calabrie, troviamo nominati Guglielmo Saporito e Arnaldo de Cantono.

Un Arnaldo Cantono troviamo a Varenna nel 1106 ed un altro, che potrebbe essere il prigioniero della rotta di Cortenova, troviamo in un atto firmato a Varenna nel 12504.

In un atto dell’anno 1195 si trova un Guglielmo di Varena come arbitro del comune di Chiavenna il che prova che doveva essere un personaggio distinto, e niente di più facile che egli fosse il padre di Lantelmo del quale abbiamo parlato più sopra.

Nel 1237 l’Imperatore Federico II scese un’altra volta in Lombardia alla testa di un forte esercito per muovere guerra ai Milanesi. Durante questa guerra due personaggi di Varenna ebbero occasione di distinguersi: Antonio de Matti di Tondello e Guglielmo Tenca di Varenna.

La battaglia di Cortenova, com’è noto, venne perduta dai Milanesi; e quando la triste notizia venne portata a Pagano della Torre, che era amico dei Milanesi, egli, da Primaluna in Valsassina, dove si trovava, ordinò la riunione delle milizie dì tutti i paesi da lui dipendenti, e, affidatone il comando a Antonio de Matti di Tondello, mossero verso Pontida. Colà giunti raccolsero tutti i fuggiaschi dello sconfitto esercito e li diressero verso la Valsassina dove furono soccorsi ed amorosamente ospitati5.

L’episodio relativo a Guglielmo Tenca, che il Fiamma qualifica «de Castelletto» è narrato da quest’autore nel Manip. Flores. Invero non è

  1. Per i Tenca vedi Fagnani in Ambrosiana, Sitoni, Crollalanza e Annuario della nobiltà italiana 1887-1894.
  2. Per i Tenca vedi Fagnani in Ambrosiana, Sitoni, Crollalanza e Annuario della nobiltà italiana 1887-1894.
  3. Ateneo veneto, Lotta tra i Comuni e Federico II. Vol. Il. Fasc. I-III.
  4. Appendice al Vol. l’dell’Historia Diplomatica Federici II, di Huillard de Breholles.
  5. L’episodio è narrato dall’Arrigoni nella sua storia della Valsassina desumendo la notizia relativa al de Matti da una cronaca manoscritta della famiglia stessa, posseduta ai tempi dell’Arrigoni dall’abate Paolo Fumeo, ed ora introvablle.