Pagina:Vivanti - Sorella di Messalina.djvu/137

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che in quel tragico fatto fui più sventurata che malvagia, più aberrata che abominevole.

«Ma io non ho il coraggio di affrontare una spiegazione burrascosa con te. Un’improvvisa immensa stanchezza mi assale, un desiderio di sfuggire a tutte le spiegazioni e a tutte le burrasche.

«E il pensiero del tuo imminente ritorno afforza e affretta il mio proposito.

«Là nella tua camera, sui tuoi guanciali, dove tante volte mi hai sognata, stasera mi ritroverai.

«Ma non aprire, non aprire ancora la porta! Leggi prima; leggi e comprendi!...

«E perdona.


«Io sento che non ho più nulla da domandare alla vita; e non ho più nulla da domandare a te. Entrambi mi avete dato tutto ciò che potevo chiedere.

«Ora basta. Tutto ha una fine. Anche la mia sete di sconfinate passioni, di travolgenti ebbrezze.

«La coppa dei miei desiderî è vuota.

· · · · · · · · · · · · · · · ·

«Ricordi l’idea d’un quadro che un giorno ti suggerii e che tu non volesti dipingere? Si doveva intitolare: «La Riluttante». E