Pagina:Vivanti - Sorella di Messalina.djvu/80

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76 annie vivanti


— È uno sventurato, — continuò Alberto dopo un silenzio. E per debito di coscienza insistette: — Andrai domani?

— Sì, sì; andrò domani. All’alba, — fece lei, ironica.

— No. Perchè all’alba? Va nel pomeriggio, — disse Alberto. — Ed io, verso sera, verrò a prenderti.

Stese la mano ad accarezzare le dita di Raimonda, strette come una piovra bianca intorno alla copertina del libro. — Farai una buona azione, — soggiunse un po’ commosso.

— Sì, sì, sì — disse lei, — e si alzò. Gli battè leggermente la mano sulla spalla in quel gesto di indulgente superiorità che al giovane spiaceva assai, e lasciò la stanza.


All’indomani mattina, allorchè Alberto si recò a chiedere nuove di lei, gli dissero che alla prim’ora ella era partita.