Pagina:Volpini - 516 proverbi sul cavallo.djvu/77

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Cavallo e cavaliere 51


76. Jamais cheval, ni méchant homme n’amenda pour aller à Rome.

Proverbio francese, che intende significare che nulla serve andar a Roma, metropoli del mondo, scuola di civiltà e di belle arti per migliorare la propria condizione ed istruirsi, se il proprio genio non lo comporta. I francesi usano dire: ce cheval s’est amendé, per denotare un cavallo dapprima magro e che ora s’è ingrassato.

77. La sferza al cavallo, la capezza all’asino.

Diceva Isocrate di due suoi discepoli, che l’uno aveva bisogno di freno e l’altro di sproni; così trovo commentato questo proverbio dal Giusti.

78. Leame de cavalo, non fa falo; leame de bò, fa quel che pò; leame de vacca, presto se stracca; leame de bè, el fa ben fin che ghe n’è.

È un proverbio veneto giustissimo che indica la bontà dei letami delle varie bestie per la concimazione dei terreni.

79. Misero il cavallo che non ha padrone.

Bisogna dire che sia ben brutto e ben cattivo un cavallo, se non trova chi lo voglia.

80. Non vuol sperone quel caval che vola, ed i francesi in antico:

Cheval bon et trotier d’ésperon n’a méstier.

Spronare il cavallo che corre spedito è un