Pagina:Volta - Le stelle, 1930.djvu/25

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Indipendentemente dalle ricerche teoriche il primo schema evolutivo che si affacciò, come il più naturale, si può sintetizzare cosi: le stelle invecchiano raffreddando e contraendosi, e spegnendosi muoiono; ed il colore era l’indizio della loro età: giovani le bianche, adulte le gialle, vecchie le rosse.

Il Lockyer fu il primo a combattere, precorrendo alle moderne vedute, l’ipotesi semplicista. S’era infatti trovato che molte stelle rosse erano assai diffuse, cioè di tenuissima densità, dunque giovani.

Il progredire dell’età, invece che al diminuire della temperatura, fu associato più giustamente all’alimentare della densità, in conseguenza della contrazione. Il Lane aveva appunto dimostrato che una stella, perdendo calore per irraggiamento, si contraeva, e contraendosi si riscaldava, sino a che la perdita di energia per irraggiamento riprendeva il sopravvento. Ecco allora la parabola vitale delle stelle tracciata da Russel ed Hertzsprung nella loro teoria delle stelle giganti e nane: nel ramo ascendente della gioventù la stella si contrae riscaldandosi, nel ramo discendente, pur contraendosi ancora si raffredda, avviandosi verso la morte oscura: al culmine della parabola le massime temperature e le medie densità, intorno ad un quarto dell’acqua; il ramo ascendente è quello delle stelle giganti, quello discendente, delle nane dense; il sole è già una nana, tra le meno dense, cioè tra le meno vecchie. Una gigante dell’un ramo ed una nana dell’altro potranno avere la stessa temperatura e quindi lo stesso colore e spettri analoghi, che l’astrofisico sa però distinguere.

La stretta relazione trovata però, come si disse, dall’Eddington, almeno per la serie principale, fra splendori assoluti e masse delle stelle, ha portato un fiero colpo alla teoria di Russel e di Hertzsprung, la quale ammetteva invece che una stessa massa di materia stellare potesse, nei due stadi corrispondenti sui due rami di maggiore e di minore luminosità, toccare splendori diversi (una massa come il sole dovrebbe ad es. aver toccato uno splendore cinque volte maggiore durante la sua età di gigante). Inoltre lo schema evolutivo descritto, che derivava le sue basi teoriche dal Lane, ammetteva con lui un limite di compressibilità alla materia stellare, oltre il quale essa cessava di comportarsi come gas perfetto; le stelle nane del ramo discendente della parabola erano quindi ritenute liquide o solide.

La nuova teoria che si va delineando non è imperniata come la prima sulla caduta di temperatura superficiale, nè soltanto sul