Pagina:Volta - Le stelle, 1930.djvu/11

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
10


Chi abbia, appena una volta, osservato la sfera celeste con un cannocchiale, ha ammirato qualche ammasso stellare: ve ne sono di aperti, 200 circa, a distribuzione più o meno rada ed irregolare, tra i quali, ben visibili ad ochio nudo, le Pleiadi e le Jadi, e situati nelle regioni della Via Lattea; e vi sono gli ammassi globulari, meno di un centinaio, tondeggianti e più fitti di stelle.

Ora noi sappiamo che gli ammassi aperti distano da noi da qualche centinaio a qualche migliaio di anni-luce; nota la loro distanza, possiamo tosto farci un’idea delle dimensioni reali e della densità di distribuzione delle stelle entro di essi e dell’effettivo loro splendore: i loro diametri vanno da 10 a 30 anni-luce; le stelle vi sono più fitte che non intorno al sole; nel centro dell’ammasso Messier 11 vi sono 1000 volte più fitte; un osservatore trasportatovi colà vedrebbe centinaia di stelle più vicine di quanto sia a Centauri a noi e molte tra esse più splendenti di Sirio. Alcuni fra gli ammassi aperti splendono come mille soli.

Più ricchi di stelle e più grandi e più lontani gli ammassi globulari; essi contengono da 20 mila a 100 mila stelle, distano da 20 mila a 200 mila anni-luce, hanno diametri sino a 400 anni-luce, talché dal centro di uno dei maggiori si vedrebbe Sirio, collocato alla periferia, appena appena ad occhio nudo; si vedrebbero in compenso migliaia di stelle splendere più che non splenda Sirio per noi.

Nonostante la fitta distribuzione centrale degli ammassi globulari, le mutue distanze delle stelle vi superano tuttavia di molto quelle del sistema planetario. In media la luce di uno di questi ammassi equivale a quella di 350 mila soli.

Val la pena di rilevare che, per stimare la distanza di questi ammassi, ci occorre e basta determinare quella di qualcuna delle sue stelle; spesso sono le misteriose Cefeidi che, col loro pulsare come fari distribuiti per le contrade più remote dell’universo e parlanti un loro linguaggio ottico chiaro e sicuro, ci danno la posizione di tutto un popolo di stelle, loro compagne. Vedremo fra poco l’importanza degli ammassi globulari nell’architettura del nostro sistema siderale.

Continuiamo intanto una rapida rassegna del cielo: nella fulgida cintura della Via Lattea tutti conoscono plaghe più ricche di luce e plaghe quasi oscure, deserte di stelle e che fra loro si frammischiano: sono le nubi di stelle e le nebule oscure o socchi di carbone della Via Lattea; delle une e delle altre si sono potute spesso