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I mesi d’inverno trascorsero veloci per Ben Hur, e quando venne la primavera con le sue continue pioggie; egli aveva lavorato a tutt’uomo e potè dire con compiacenza:

— «Amici, ora venga il buon Re. Non avrà che a dirci dove vuole che sorga il suo trono; noi abbiamo le spade per difenderlo.» — E tutte le persone che ebbero da fare con lui in questo tempo, lo conobbero solo come un figlio di Giuda, e come tale lo chiamarono.

Una sera, nella Traconite, Ben Hur sedeva con alcuni dei suoi Galilei sulla soglia della caverna che gli serviva di dimora, allorchè un corriere Arabo si presentò a lui, e gli consegnò una lettera. Rompendo il plico, egli lesse:


«Gerusalemme, Nisan IV


È comparso un individuo che gli uomini chiamano Elia. Egli visse per anni nella solitudine, ed ai nostri occhi egli è un profeta; e tale lo rivelano le sue parole, il succo delle quali è che un personaggio assai più grande di lui, deve venire a giorni, e che egli attende ora sulla sponda orientale del Giordano. Io sono stato a vederlo ed a sentirlo; colui ch’egli aspetta, è certamente il Re; vieni per giudicare tu stesso. Tutta Gerusalemme corre dal profeta, e tanta è la gente che vuol vederlo, che la spiaggia ove egli dimora, è come Il Monte degli Ulivi negli ultimi giorni di Pasqua

Malluch.»


Il viso di Ben Hur s’illuminò di gioia.

— «Con questa notizia, o amici miei» — egli disse» — con questa notizia, la nostra attesa volge al suo fine. L’araldo del Re è comparso e l’ha preannunciato.» —

La lettura della lettera destò una felicità generale fra i Galilei.

— «Preparatevi ora» — egli aggiunse — «e domattina dirigetevi verso casa; quando sarete arrivati, mandate ad avvertire i vostri subalterni e teneteli pronti a riunirsi a un mio comando. Per me e per voi andrò a vedere se il Re è realmente arrivato, e ve lo farò sapere. Frattanto viviamo nella gioia della promessa.» —

Entrato nella caverna, egli scrisse una lettera ad Ilderim, ed un’altra a Simonide, comunicando loro le notizie ricevute, e parlando del suo intento di recarsi immediatamente a Gerusalemme. Le lettere furono spedite per mezzo di rapidi messaggieri. Quando cadde la notte e spuntarono le stelle, egli montò a cavallo, e con una guida Araba si diresse