Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/424

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disposto, cullato da quella dolce influenza, come avrebbe potuto resistere a lungo alla malìa della bella Egiziana, cui la solitudine del deserto accresceva la potenza pure aumentando il pericolo?

In amore, il più debole fisicamente è spesso il più forte. L’eroe diventa come la cera, nelle mani di una fanciulla. Iras era pienamente conscia del potere che esercitava sull’animo di Ben Hur. Fin dal mattino aveva estrato una reticella di monete d’oro da un ripostiglio nel baldacchino e se l’era accomodata in modo che le frange lucenti cadessero sulla fronte e sopra le guancie, confondendosi con l’ammasso dei suoi capelli neri. Dal medesimo ripostiglio aveva preso alcuni monili — anelli, orecchini, un vezzo di perle ed uno scialle ricamato con fili d’oro — completando l’effetto del tutto con una sciarpa di trina Indiana, artisticamente drappeggiata sopra le spalle. In questo abbigliamento essa attirava Ben Hur con innumerevoli civetterie, con mille lenocini nel discorrere e nei modi; tempestandolo di sorrisi — ridendo con un tremolìo rassomigliante a quello del flauto — per tutto il tempo seguendolo con sguardi, ora tenerissimi, ora splendenti di luce. Con tali furberie Cleopatra privò Antonio della sua gloria; eppure colei che lo trascinò alla rovina, non fu più bella di questa sua compatriota.

Rapidamente giunse per essi il mezzogiorno, e, quasi senza che se ne avvedessero, cadde la sera. Quando il sole tramontò dietro allo sperone del vecchio Bashan, la compagnia si fermò presso uno stagno d’acqua limpida che la pioggia aveva accumulato in un punto del deserto. Là fu piantata la tenda, allestita la cena e furono fatti i preparativi per la notte.

La seconda veglia spettava a Ben Hur; ed egli stava ritto dinanzi alla tenda con la lancia in mano, alla distanza di un braccio dal sonnolento cammello, fissando ora le stelle sopra il suo capo, ora la distesa del deserto che l’oscurità della notte fasciava. Il silenzio era intenso; solo di tanto in tanto un alito caldo passava nell’aria, ma senza disturbarlo, assorto com’era nei pensieri dell’Egiziana, della quale enumerava i fascini, cercando di indovinare discutendo, talora il modo in cui ella era venuta a giorno dei suoi segreti, e talora l’uso che ne avrebbe fatto. E durante tutto il tempo della veglia lo spirito d’Iras era vicino a lui e gli sussurrava dolci tentazioni all’orecchio.

Proprio nel momento in cui egli stava per cedere alla