Pagina:Zappi, Maratti - Rime I.pdf/246

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Tosto di cento Eroi l’almo sembiante
     10In tele, o in marmi con divin lavoro
     Vedremo espresso, ed armi e navi infrante,
Vedrem de’sommi Duci in mezzo al coro
     Sculto l’augusto Carlo, e il regio Infante
     Rider scherzando col paterno alloro.


III


Sebben delusa dalla steril terra
     Fu spesso del cultor l’aspra fatica,
     Pur ei nel crudo suol con mano amica
     Le speranze dell’anno asconde e serra.
5Il ferito Guerrier giura ch’in guerra
     Mai più non cingerà spada o lorica,
     Indi posta in obblìo la piaga antica,
     Ritorna in campo, e il prisco brando afferra,
Detesta i flutti in cui si vede assorto,
     10Il naufrago Nocchier, ma riede poi
     Securo in Mar, nè più si volge al porto.
Torna ogn’uom agli studi, e agli amor suoi.
     Tal’io, benchè quasi trafitto e morto,
     Dico fuggirvi, o Filli, e torno a Voi.


IV1


Prode Signor, che collo Scettro altero
     Minacci Rodi e l’Affrica vicina,
     E cotant’oltre il riverito Impero
     Distendi per la Barbara Marina.
5Di cento Figlie collo stuol guerriero,
     Italia, la gran Donna a te s’inchina,
     Prendendo in viso quel color primiero,
     Ch’ebbe al buon tempo quando fu Reina.
Tra queste l’alta Roma, e Siena amante
     10Volgono a te pien d’allegrezza il ciglio,
     E fansi, all’altre inclite Suore avante.
L’una esalta di te l’opre, e ’l consiglio,

  1. Nell’esaltazione dell’Eminent. Gran Maestro di Malta Fra Marco Zondadari di Siena.