80Ma poco alto salir concesso m’era
Sublimi elette vie;
Onde ’l mio buon vicino
Lungo Permesso feo novo cammino.
Deh come seguir voi miei piè fur vaghi 85Nè par ch’altrove ancor l’alma s’appaghi.
Ma volse il pensier mio folle credenza
A seguir poi falsa d’onore insegna[1],
E bramai farmi a i Buon di fuor simile:
Come non sia valor, s’altri nol segna 90Di gemmo ed ostro, o come virtù senza
Alcun fregio per se sia manca e vile.
Quanto pians’io, dolce mio stato umile,
I tuoi riposi e i tuoi sereni giorni
Volti in otti atre e rie, poich’io m’accorsi, 95Che, gloria promettendo, angoscia a scorni
Dà il mondo[2], e vidi quai pensieri ed opre
Di letizia talor veste o ricopre!!
Ecco le vie, ch’io corsi,
Distorte; or vinto e stanco 100Poichè varia ho la chioma, infermo il fianco,
Volgo, quantunque pigro, indietro i passi;
Che per quei sentier primi a morte vassi.
Picciola fiamma assai lunge riluce,
Canzon mia mesta, ed anco alcuna volta 105Angusto calle a nobil Terra adduce.
Chi sa se quel pensiero infermo e lento,
Ch’io mover dentro all’alma afflitto sento,
↑Fu Chierico di Camera, Arcivescovo di Benevento, Nunzio Apostolico a Venezia, e Segretario di stato nel Pontificato di Paolo II.
↑E nell’ultima promozione de’ Cardinali fatta da Paolo III. l’anno 1548, e nella prima fatta da Paolo IV, l’anno 1555 il Casa sperò di avere il Cappello Cardinalizio; ma la speranza andò fallita.