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Pagina:Zappi, Maratti - Rime II.pdf/145

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FRANCESCO COPPETTA

EPIGRAMMA

Per la Morte di Gesù Cristo,

SEnto squarciar del vecchio Tempio il velo;
     E ’l mio si sta dinanzi agli occhi avvolto.
Trema la Terra e fassi oscuro il Cielo;
     Io non muto pensier, nè cangiò il volto.
Spezzansi i sassi, ed io son freddo gelo.
     Sorgono i Morti, io giaccio ancor sepolto.
Ma tu, cagion di sì gran cose, dammi
     Ch’io risorga, apra gli occhi, e ’l cuor infiammi.

ANGELO DI COSTANZO

ODE SAFFICA.

TAnte bellezze[1] il Cielo ha in te cosparte,
     Che non è al Mondo mente sì maligna,
     Che non conosca, che ta dei chiamarte
                                                  Nova Ciprigna,·
Tal è l’ingegno il tuo valore e il seno,
     Ch’alma non v’è tanto invida e proterva,
     Che non consenta, che chiamar ti denno
                                                  Nova Minerva.
La maestà del tuo bel corpo avanza
     Ogn’altra al mondo, e par che l’incorone

  1. ↑ In lode D. Giovanna d’Aragona nata Principessa di Montalto, e moglie di Ascanio Colonna gran Contestabile del Regno di Napoli.