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Epodo II.
75<poem>Ed or ti privi d’un de’tuoi più cari,
Di cui non conto i merti aviti e i sui,
Che il favor tuo di tutti i pregj è il fiore;
Perchè la gran città, che i nostri Mari
Adorna e regge, te rimiri in lui,
80Pegno beato del comune amore.
S’allegra Italia, che dell’aureo antico
Secol i giorni s’apriranno in tutto,
Se l’Aquila all’amico
Leon congiunta ancor l’altro suo nido
85Purgherà dalle Fiere;
E da ogni Greco lido
Verran pur molte navi
Di preda gravi in quella riva altere.
CANZONE QUARTA
Strofe I.
DOnzelle illustri[1],
Grande per ogni parte
E’ il sentir delle lodi a voi dovute;
5Beltà senno e virtute,
Che da cento e più lustri
All’inclita famiglia il Ciel comparte,
V’ornaro a parte a parte
Così, che tratte da gentil diletto
10In quello, a cui movete, ermo ricetto
- ↑ Nel monacarsi delle Contesse Angiola Clotilde degli Oddi nobili Perugine.