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Pagina:Zappi, Maratti - Rime II.pdf/314

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     Spargon le Muse inni di gloria, e fiori
     D’eterni onori.

Antistrofe I.
Già Clio la soglia infiora,
     Soglia felice dell’albergo antico,
     15Onde uscì tale e sì pregiata gente,
     Di cui tutt’or si sente,
     Signor del tempo, e dell’obblìo nemico,
     Il chiaro grido, e sentirassi ognora;
     Grido gentil, che onora
     20Italia tutta, e ’l bello almo paese[1],
     Che col valor contese
     Incontr’Augusto, e sol da fame offeso
     Aprì tardi le porte al Vincitore,
     Pria bagnato di sangue e di sudore.

Epodo I.
25Esce da’ tetti aviti
     La nobil Coppia, e ’l Ciel ne ride intorno
     Di pura luce adorno.
     Piangon vinti e smarriti
     Per via gli Amori, cui troppo ange e preme
     30La mal nudrita speme,
     Onde invano tentar l’intrepid’alme,
     Che paghe sol di palme
     Lascian le rose e i mirti
     A’ neghittosi spirti.

  1. Perugia nelle guerre civili tra M. Antonio ed Augusto fu messa a fuoco.