Pagina:Zecche e monete degli Abruzzi.djvu/65

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le pubbliche casse. Prescrisse dunque la forma della nuova monetazione col dispaccio che segue, diretto a Giancarlo Tramontano mastro delle zecche di Napoli e d’Aquila1:

Rex Sicilie, etc.

Ioan Carlo: Noi havemo deliberato che in queste nostre cecche de Napoli et de t Aquila de qua avante se battano le soptoscripte monete de oro et de argiento con le lettere intorno designate: et che voi como mastro de diete cecche possate fare la prima lottera del nome et cognome vostro, como e stato facto in le monete de la felice memoria del serenissimo signor re, nostro patre colendissimo. Et ad quisto effecto havemo scripto ad Hieronimo Leparoto che debia fare tucti li cugni et stampe necessarie de dicte monete de argiento et de oro, con li mucti intorno et con li desegni notati como da sopra e dicto, et quelli ve debia consignare como e costumato. Voi però lo sollicitarete et, facti seranno, attenderete ad cognare et baptere le monete come havemo dicto, et non fate altremente per cosa alcuna. La presente retenerete per vostra cautela,

Datum in nostris felicibus castris prope Terracinam, die XXIII octobris MCCCCLXXXXIIII,

Rex Alfonsus.

In primis la stampa del alfonsino de oro, da una banda lo re ad cavallo como lo alfonsino vecchio, da l’altra banda lo re in maiesta, con queste lottere da la banda del cavallo: In brachio tvo pax et ivstitia regni tvi domine.

Item a lo cugno del ducato, da una banda la testa del re de naturale, et da l’altra banda lo arme regale como quelle del alfonsino vecchio, con queste lettere da la banda de la testa: In dextera tva salvs mea domine.

Item al cugno de lo coronato, da una banda la coronatipne, da l’altra banda san Michelo, con queste lettere da la banda de la coronatione: Coronavit et vnxit me manvs tva domine.

  1. Salv. Fusco, Dissertazione su di una moneta del re Ruggieri detta ducato, p. 83, doc XII.