Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/300

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(945-946) pensieri 287

non sono tampoco in grado di leggere il libro piú facile, benché sappiano essi parlar bene il chinese e farsi comprendere (pag. 316) (14 aprile 1821).


*    Si condanna, e con gran ragione, l’amor de’ sistemi, siccome dannosissimo al vero, e questo danno tanto piú si conosce e piú intimamente se ne resta convinti, quanto piú si conoscono e si esaminano le opere dei pensatori. Frattanto però io dico che qualunque uomo ha forza di pensare da se, qualunque s’interna colle sue proprie facoltà e, dirò cosí, co’ suoi propri passi nella considerazione delle cose, insomma qualunque vero pensatore non può assolutamente a meno di non formarsi o di non seguire o generalmente di non avere un sistema.  (946)

1°, Questo è chiaro dal fatto. Qualunque pensatore, e i piú grandi massimamente hanno avuto ciascuno il loro sistema, e sono stati o formatori o sostenitori di qualche sistema piú o meno ardenti e impegnati. Lasciando gli antichi filosofi, considerate i moderni piú grandi. Cartesio, Malebranche, Newton, Leibnizio, Locke, Rousseau, Cabanis, Tracy, De Vico, Kant, insomma tutti quanti. Non v’è un solo gran pensatore che non entri in questa lista. E intendo pensatori di tutti i generi; quelli che sono stati pensatori nella morale, nella politica, nella scienza dell’uomo e in qualunque delle sue parti, nella fisica, nella filosofia d’ogni genere, nella filologia, nell’antiquaria, nell’erudizione critica e filosofica, nella storia filosoficamente considerata ec. ec.

2°, Come dal fatto cosí è chiaro anche dalla ragione. Chi non pensa da se, chi non cerca il vero co’ suoi propri lumi, potrà forse credere in una cosa a questo, in un’altra a quello e, non curandosi di rapportare le cose insieme e di considerare come possano esser vere relativamente fra loro, restare affatto senza sistema e contentarsi delle verità particolari e staccate e indi-