Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/94

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80 pensieri (1310-1311-1312)

altra regola, altro esemplare.  (1311) Dall’altro lato non vedo qual altra piú vera e incontrastabile proposizione possa venir dimostrata in maniera piú palpabile di questa.

Discorrete allo stesso modo delle altre parti del corpo umano o egualmente minute o egualmente poco facili ad osservarsi o vedersi negli altri o in piú che tanti (10 luglio 1821). Vedi qui sotto.


*    Alla p. 1309. Tanto piú che l’osservazione che noi abbiam fatta in noi stessi delle dette parti è minutissima, e quindi l’idea che abbiamo della loro conveniente figura ec. è ben esatta e determinata, forse piú di qualunque altra simile idea. E questo pure perch’ella è formata sopra noi stessi, vale a dire sopra un esemplare che da noi è naturalmente meglio conosciuto, piú precisamente osservato e piú frequentemente, anzi continuamente, veduto che qualunque altro oggetto materiale (10 luglio 1821).


*    Al pensiero superiore. Non voglio spingere il discorso all’indecente, e forse di necessità e contro voglia l’ho portato già troppo innanzi. Dirò brevemente. Di quelle parti umane che taluno non conosce, o in quel tempo in cui nessuno le conosce, non solo non ne ha veruna idea di bello o di brutto e, volendola formare, verisimilissimamente s’inganna, ma  (1312) volendo congetturare le loro proprietà, forme e proporzioni universali, non indovina, se non forse a caso. E il fanciullo distingue già il bello e il brutto fra gli uomini, e ancora non conosce intieramente la bellezza non solo, ma neppure la forma umana, e quello che ne conosce non gli dà veruna idea sufficiente né delle proprietà né delle proporzioni e convenienze di quello che non conosce. E vedi in questo proposito p. 1184, margine (12 luglio 1821).


*    Alla p. 1255, margine. E divenir maturo, pratico ec.