Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/185

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(2329-2330) pensieri 173

simi monumenti greci hanno essi medesimi il sigma, dove poi si costumò di porre lo spirito denso, e forse anche in luogo del lene. Vedi Iscrizioni antiche illustrate dall’Abate Gaetano Marini, p. 184, e soprattutto il Lanzi, Della lingua Etrusca. Questo che cosa dimostra? dimostra, secondo me, che l’antichissima forma di quelle tali parole comuni ab antichissimo al greco e al latino era infatti colla s in principio e non collo spirito; che questo per indole di loro pronunzia fu coll’andar del tempo sostituito dai greci parlatori, e poi dagli scrittori, al sigma, e non viceversa la s allo spirito dai latini; che, per conseguenza, la forma latina è piú antica della greca, la pronunzia cioè e la scrittura latina di tali parole; e che quindi in esse i latini hanno conservato l’antichità e il primitivo piú dei  (2330) greci. Vedi p. 2143 segg., 2307-8 ed altri miei passi su questo punto di antichità. E quante altre simili osservazioni si potrebbono fare sulle antichissime parole, proprietà, ortografie ec. delle due lingue: osservazioni le quali mostrerebbero che quello che comunemente crediamo venuto dalla Grecia nel Lazio, o è tutto al rovescio o vien da origine comune; e che quelle differenze che in tali cose s’incontrano fra il greco e il latino, e che da noi sono attribuite a corruzione sofferta da quelle parole ec. passando nel Lazio, si debbono invece attribuire a corruzione sofferta in Grecia; e nel Lazio conservano la loro forma antichissima, e non differiscono dalla greca, se non perché questa s’é allontanata essa stessa dal primitivo assai piú della latina (5 gennaio 1822). Vedi p. 2351, fine e 2384.


*   Alla p. 1153. Tali versi de’ comici, giambici ec., erano quasi ritmici, cioè regolati e misurati piuttosto sul numero delle sillabe e la disposizione degli accenti (poco anche osservata) che sul valore e quantità di ciascuna sillaba. Dunque vuol dire che, secondo il