Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/418

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406 pensieri (2739-2740)

felicità, ovvero qual delle due sia meno conducente all’infelicità. E poiché lo Chateaubriand considera questo ristagno come effetto preciso e proprio del cristianesimo, vegga egli qual conseguenza se ne debba tirare intorno a questa religione, per ciò che spetta al temporale. In verità si trova ad ogni passo che le sue piú fine, profonde, nuove e vere osservazioni e i suoi argomenti intorno al cristianesimo e agli effetti di lui ed alla moderna civiltà ed al carattere e spirito dell’uomo cristiano, o moderno e civile, provano dirittamente il contrario di quello ch’egli si propone. E può dirsi che ogni volta ch’egli reca in mezzo osservazioni nuove travaglia per la sentenza contraria alla sua, accresce gli argomenti che la fortificano e somministra nuove armi ai suoi propri avversarii, credendosi di combatterli (1o giugno, domenica, 1823). Vedi p. 2752.


*   Opra, sincope di opera, si trova in Ennio (ap. Forcellini, voc. opera, fine), come nei nostri poeti opra e  (2740) oprare e adoprare ec. Tan alla spagnuola per tam nel codice antichissimo di Cicerone de republica, l. I, c. 9, p. 26, ed. Roma, 1822, dove vedi la nota del Mai (3 Giugno 1823).


*   Per esempio d’uno dei tanti modi in cui gli alfabeti, ch’io dico esser derivati tutti o quasi tutti da un solo, si moltiplicarono e diversificarono dall’alfabeto originale, secondo le lingue a cui furono applicati, può servire il seguente. Nell’alfabeto fenicio, ebraico, samaritano ec., dal quale provenne l’alfabeto greco, non si trova il ψ, carattere inutile perché rappresenta due lettere; inventato, secondo Plinio, da Simonide, procurato vanamente dall’Imperatore Claudio d’introdurre nell’alfabeto latino, che parimente ne manca, sebbene derivi dall’origine stessa che il greco, e in luogo del quale si trovano negli antichi monumenti greci i due caratteri π σ (secondo i gramma-